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 HAI ACQUISTATO LATTE NESTLE’ O MILUPA CONTAMINATO DALL’ITX?

SEI PREOCCUPATO PER GLI EFFETTI CHE QUESTA SOSTANZA PUO’ AVERE SULLA SALUTE DI TUO FIGLIO?

AGISCI CON IL CODACONS PER IL RISARCIMENTO DEL DANNO!


 

Cara Consumatrice, caro Consumatore,

partiamo dai fatti:

Dal 22 Novembre il Corpo Forestale ha sequestrato circa 30 milioni di litri di latte per bambini della Nestlé: praticamente tutto il quantitativo disponibile con scadenza settembre 2006. Le tipologie di latte sotto sequestro sono: Mio, Mio Cereali, Nidina 2, Nidina 1 (quest'ultimo con scadenza maggio 2006).
Il sequestro è stato deciso dopo che analisi specifiche hanno accertato che tutte le confezioni in scadenza a settembre 2006 sarebbero contaminate dall’ITX (isopropylthioxanthone). Tale sostanza viene rilasciata dall’involucro delle confezioni, prodotte dalla societa’ svedese Tetra Pak.
Ma gia’ dal Settembre 2005, le autorita’ italiane avevano informato la Commissione Europea, attraverso il RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed), che il latte liquido per neonati conteneva ITX. La Commissione europea aveva inviato una richiesta di parere alla EFSA (European Food Safety Authority) con sede a Parma.
L’EFSA il 24 Novembre ha dichiarato che “sulla base dei dati molto limitati disponibili oggi, la presenza dell’ITX nel cibo e’ da considerare indesiderabile, ma probabilmente non costituisce un rischio per la salute ai livelli riportati” L’EFSA ha annunciato che fornira’ un parere finale non oltre il Marzo 2006.

La societa’ Tetra Pak, in un suo comunicato stampa del 22 Novembre scorso, ha annunciato di non utilizzare piu’ ITX nelle confezioni di latte per l’infanzia... ma in una lettera inviata dalla Tetra Pak all’Unione Europea (letta da Andrea Vianello, conduttore di Mi Manda Raitre, nella puntata del 25 Novembre) afferma che il pericolo di contaminazione non riguarderebbe solo il latte per bambini ma i prodotti di ben 1.200 marchi, tra cui dessert a base di formaggio, bevande alla soia, bevande a base di yogurt, creme, latte aromatizzato, ecc.

 

Ma ecco la verità sull'ITX!

Ecco cosa il solo maneggiare la sostanza in questione ha prodotto nel 1999 in 6 operai che la stavano usando allo stato puro!

 

La fonte è l'autorevole Pesticide and Toxic Chemical News
che riporta il caso di intossicazione di operai che usavano l'ITX già nel 1999 e che portò a rivedere le norme di sicurezza per l'uso di questa sostanza, introducendo l'uso di guanti, stivali, occhiali e tute impermeabili

"Sei operai ebbero arrossamenti della pelle sul collo e sulla testa dopo aver usato il prodotto ed essere stati esposti alla luce del sole. L'arrossamento apparve subito dopo l'esposizione alla luce del sole e rimase per circa un giorno, senza ulteriori sintomi, secondo il documento. Due operai della First Chemical ebbero gli stessi sintomi dopo una esposizione simile.
Come risultato dell'incidente la First Chemical raccomando' equipaggiamento protettivo, che includa guanti in PVC o neoprene, occhiali protettivi, abiti resistenti agli agenti chimici, e stivali e avverti' i suoi operai che l'inalazione della sostanza in polvere può irritare le vie respiratorie"

 

La situazione e' impressionante e preoccupante e impone interventi drastici a tutela della salute dei consumatori italiani!

Per questo Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, in base al principio di precauzione, hanno chiesto il ritiro dal commercio di tutti i prodotti venduti in confezioni Tetrapak nel nostro paese, e invitano i cittadini ad astenersi dall’acquistare qualsiasi prodotto in contenitori Tetrapak, fino a che non sarà stata fatta chiarezza sull’intera vicenda, e garantita la massima sicurezza per i consumatori.

 

E ALLORA CHE FARE SE HAI ACQUISTATO LATTE CONTAMINATO DALL'ITX?

ORA PUOI AGIRE CON IL CODACONS PER OTTENERE IL RISARCIMENTO DEL DANNO!

Il Codacons ha gia’ avviato la prima causa di risarcimento avanzata da due genitori, rappresentati dall’associazione, contro la Nestlè, per i danni morali loro causati a seguito della vicenda del latte “all’inchiostro”.

Il caso

I Sig.ri M. A. e S. R., residenti a Civitavecchia, sono genitori di una bambina di nome Camilla, nata a Roma il 25/5/2004. Dopo i primi mesi di vita della loro figlia, costoro provvedevano ad integrare gradualmente l’alimentazione della neonata, somministrandole il latte prodotto dalla Nestlè NIDINA2 e MIO. Ciò fino a pochi giorni fa, quando cioè il Corpo Forestale ha iniziato i sequestri in tutta Italia del latte contenente ITX. Tale situazione di allarme e di incertezza ha causato un danno ingiusto alla coppia, preoccupata per la salute della loro bambina di 18 mesi, pregiudicandone le funzioni naturali nella dimensione biologica, psicologica e sociale.

Nell’atto di citazione il Codacons scrive:
“La tutela della salute è compresa non solo nell’art. 32 della Carta Costituzionale, ma anche nella normativa nazionale, si cita a tal proposito la legge n. 281/98, il Codice del Consumo (D. Lgs. n. 206/2005).
La protezione della salute, poi, e la necessità di garantire un elevato grado di tutela della stessa trova fondamento nell’art. 129 del Trattato di Amsterdam (ratificato con la legge n. 209/98), nell’art. 35 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea (2000/C 364/01).
Il Regolamento CE n. 178/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio, inoltre, ribadisce tali principi, stabilendo il principio di precauzione ed i requisiti di sicurezza degli alimenti.
E’ evidente, dunque, che occorre garantire in via preventiva il diritto alla salute e che, in caso di violazione dello stesso, l’ordinamento prevede il risarcimento dei danni cagionati.
Si ritiene opportuno richiamare, poi, il principio affermato nella nota sentenza della Corte di Cassazione, Sezioni unite civili, n. 2515 del 21 febbraio 2002: il danno morale soggettivo - transitorio turbamento psicologico - è risarcibile anche in assenza di danno biologico - lesione all'integrità psico-fisica - o di altro evento produttivo di danno patrimoniale. L'essenza del danno morale è lo stato di perturbamento psichico, da disagio e preoccupazione duraturi nel tempo”.

I due genitori sono oggi gravemente turbati dal rischio che la propria bambina, in conseguenza dell’assunzione periodica del latte Nestlè, possa subire allergie alimentari o altre patologie.

Il Codacons  - pronto a far partire centinaia di altre azioni analoghe - ha quindi chiesto al Giudice di Pace di Roma di condannare la Nestlè al risarcimento di 2.500 euro in favore dei genitori della piccola Camilla, per i danni morali loro causati, derivanti dallo stato di panico e turbamento circa la salute della propria figlia.

 

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Ecco cosa fare:

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